VIDEO – Recensione del libro: “Borgo Sud”

Il Circolo dei Lettori continua a scoprire la dozzina di libri candidati al Premio Strega 2021

Redazione Prima Pagina Campobello
Redazione Prima Pagina Campobello
18 Aprile 2021 14:00

Per la rubrica UnLibroTiraLaltro il Circolo dei Lettori continua a scoprire la dozzina di libri candidati al Premio Strega 2021 e presenta: Borgo Sud, di Donatella Di Pietrantonio.

Recensione e Video di Leonarda Paladino.

“Borgo Sud” di Donatella Di Pietrantonio (Einaudi) Candidato al Premio Strega 2021

Donatella Di Pietrantonio vive a Penne, in Abruzzo, dove esercita la professione di dentista pediatrico. Con L’Arminuta (Einaudi 2017, tradotto in piú di 25 paesi) ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Campiello, il Premio Napoli e il Premio Alassio. Per Einaudi ha pubblicato anche Bella mia (prima edizione Elliot 2014), con cui ha partecipato al Premio Strega 2014 e ha vinto il Premio Brancati, e Borgo Sud (2020).

Per la prosa: asciutta, tagliente, impudica“Borgo Sud” fa lo stesso rumore della carta vetrata. Per la storia di due sorelle, in balìa di un passato implacabile. Da cui non si scappa perché non si scappa dalle proprie origini. Non si abbandonano famiglie e luoghi. Soprattutto se sono pesanti come macigni se sono macerie mai rimosse. Bisogna tornare e provare a spostarli. Come la scrittrice impone di fare alla sua protagonista, fuggita a Grenoble ,appartamento nuovo, lavoro importante, gatto in condominio con un vicino, serenità, oblio e riportata nel suo paese, ingurgitata dal quartiere di Borgo Sud, puzzolente di pesce e tribale nei sentimenti.

Lì vive Adriana, la sorella scapestrata e vinta. Ogni epica ha il suo: è scorticatura sulla pelle delle vite. viaggio e le due sorelle lo compiono senza indulgere alla nostalgia. Un mondo reificato dove contano le ossa rotte, le botte, le urla, i silenzi. Raramente i sorrisi, le tenerezze: i sentimenti sono incapsulati dentro le privazioni e il rancore. Ma sono sentimenti forti: appartengono all’istinto. Adriana e l’amore per la famiglia che la rifiutava e per il fratello morto il cui nome passerà al suo bambino.

Il padre e la madre: un ammasso di ignoranza, superstizione, paure che li rende incapaci di esprimere affetto per i cinque figli. E Piero, la figura più riuscita del romanzo, nonostante la scarsa originalità di costruzione: l’omosessualità negata prima a se stesso, poi alla famiglia e alla moglie Un Romanzo della sorellanza “Borgo Sud” è un catalogo di umanità scomposta, a partire proprio dalle due protagoniste. La voce narrante, arminuta pure lei, colta e ben educata, resa forte da una laurea, un dottorato e un buon matrimonio.

Adriana è invece la creatura di un’ingenua suburra. Ricorda lo squallore indifeso di una Italiache vive ai margini.,Pur senza raggiungere le vette di “L’Arminuta”, di cui è il sequel, “Borgo Sud” chiede al lettore di mettersi scomodo. Perché sarà costretto a muoversi tra esseri umani sciancati chi nel corpo chi nell’anima, ai quali la speranza lascia l’amaro in bocca. Il libro racconta una storia stringata eppure ricca di personaggi, ognuno con una propria urgenza narrativa, anche quelli assenti.

L’assenza abita le pagine di “Borgo Sud” e si manifesta con gli altri fratelli :uno segregatosi in campagna, l’altro segregato in un istituto “dove si prendevano cura di lui”, a significare l’emarginazione del diverso che emerge in quelle stesse periferie ricettacolo di ogni diversità. Assente per lungo tempo è Rafael, il pescatore di cui Adriana è innamorata e padre di suo figlio: quando torna è violento e patetico, squallido e indifeso al pari di Adriana, più di Adriana.

La scena della sua casa infestata dai gatti i: “Si alza e agguanta il sacco, i gatti gli si stringono addosso, miagolano impazziti. Ignora le ciotole, versa i croccantini direttamente a terra, loro puliranno tutto. Continua a parlargli, a vezzeggiarli, piano, piano, gli dice, non vi strozzate. Non so cosa mi trattiene qui, allo spettacolo della follia”. Assente, nel finale aperto, è pure la conciliazione. In “Borgo Sud” la scrittrice gira, grazie a un lessico dalle sonorità stridenti, il coltello nella piaga di un’umanità primitiva in cui tutti credono alle maledizioni, ai segni, alle tare.

Eppure si sforzano di riunirsi intorno a una tomba o un letto d’ospedale magari con gli occhi asciutti o di darsi una mano. Amicizia, affetti, violenza, esclusione: un quartetto di antitesi esistenziali dà vita a “Borgo Sud”. Romanzo che indaga dentro le famiglie. Tanto più chela voce narrante a ben leggere potrebbe essere contesa tra la protagonista e il borgo. Questo agente della storia: senza quelle case dirupate e misere, quelle soglie ostruite dalle cassette vuote di pesce le due sorelle e le loro storie non esisterebbero neppure.

Se si fosse dentro una favola, il borgo avrebbe occhi per vedere, orecchie per sentire e bocca per narrare, ma a “Borgo Sud” per le favole non c’è spazio: lo spazio è invaso dai gatti.

Un libro che ti prende e ti avvolge con le sue spire nella lettura che diventa sempre più intrigante. Complimenti a Donatella Pietrantonio che sa entrare così a fondo nei suoi personaggi fino a svelarne le più intime essenze.

Leonarda Paladino

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